LE FASI DEL PORTARE
LE FASI DEL PORTARE (parte I)
Portare cuore a cuore.
- Che valore ha per il neonato.
Il portare cuore a cuore consente al neonato di avere un prolungamento della vita in utero. L'odore della mamma di cui conserva un vividissimo ricordo e il battito del cuore che ha scandito il tempo della gravidanza facilitano l'adattamento del neonato alla nuova vita… stando comodo e accoccolato, assumendo una naturale e automatica posizione fetale. L’essere portato per il neonato è un'esigenza per potersi sentire accolto, accompagnato dolcemente, avvolto, cullato e toccato. Queste cure allontanano l'idea di essere stato espulso da un mondo e catapultato in un altro.
Il tatto è uno dei primi sensi che si viene a sviluppare, è quindi da quasi tutta la gravidanza che la sua pelle raccoglie informazioni e sensazioni si nutre di tocchi. Mi sembra ragionevole pensare che sia il senso più bisognoso di essere coinvolto perché il neonato possa riconoscere i genitori e se stesso.
Ciò che si può fare per il neonato è rispondere alle sue esigenze con il contatto fisico e tatto emotivo, collocandolo ad ascoltare quel cuore che conosce… lì, dove è stato fino ad un attimo prima della rivoluzione.
- Che valore ha per il portatore.
Il portare è calmante, è la cura più naturale e istintiva di cui ha bisogno il neonato. Offrire sostegno calore e contenimento è ciò che generalmente può essere fonte di calma anche per il genitore, questo perchè è proprio la tranquillità del bambino che fa sentire chi se ne prende cura ricettivo e competente.
Il portare descritto fino a qui a ben guardare non include necessariamente l'utilizzo di una fascia...voglio dire…potrebbero bastare le braccia e uno sguardo rivolto ai bisogni del neonato.
Ma allora perchè usare una fascia,o un supporto porta bebè? Perché grazie ad un supporto si può essere presenti affettivamente e si può “fare con le mani libere!". L'utilizzo di un supporto ci permette di mantenere quelle abitudini a cui proprio teniamo, ci consente di essere utili nelle piccole faccende o nelle commissioni, evitando uno sguardo unidirezionale verso il bambino che potrebbe diventare pesante e alienante, permettendo di integrare genitorialità a una nuova quotidianità ancora da delineare.
LE FASI DEL PORTARE (parte II)
Portare sul fianco.
- Che valore ha per il bimbo.
Il portare sul fianco è un passaggio importante che il bimbo richiede quando di rende interessato al mondo circostante. Il bambino che passa sul fianco sente ancora il bisogno di essere portato a contatto ma il suo centro di interesse non è più solo chi si prende cura di lui.
Sul fianco il mondo lo scopre all'altezza “dei grandi”, può vedere le stesse cose di chi lo sostiene e può voler interagire o semplicemente ascoltare o assimilare conoscenze ed esperienze. Ora si presentano le prime occasioni per cominciare ad associare oggetto indicato ad un nome preciso, questo è il periodo della joint attention/attention shared, il periodo del sapere condiviso. Il bimbo guardando impara a conoscere il mondo che lo circonda.
- Che valore ha per il portatore.
Il portare sul fianco è veloce, all'occorrenza è ottimo per i brevi spostamenti, è funzionale se si deve fare un mestiere di fretta e in quel preciso momento il bimbo è in preda allo sconforto
e desidera coccole a tutti i costi o è curiosissimo verso ciò che sta facendo chi si prende cura di lui.
Chi porta può rispondere in modo esaustivo nell’immediato ad esigenze affettive e a tutte quelle ondate di curiosità che naturalmente insorgono nel piccolo.
Ma come vale per il portare cuore a cuore anche il portare sul fianco non ha necessità di un supporto infatti a ben guardare non appena il bimbo sorregge in autonomia il collo e il busto è tonico, viene spontaneo a chi si prende cura di lui, metterlo appoggiato sul "fianco preferito"...
Allora quando utilizzare una ring o una fascia corta sul fianco?
Si può usare ovviamente per i piccoli spostamenti quotidiani ed è molto funzionale per cominciare a portare sulla schiena… è infatti il ponte tra il portare cuore a cuore e il portare dietro. Si viene a creare una continuità tra il contatto visivo sempre mantenuto nel portare cuore a cuore e il portare sulla schiena dove il contatto visivo si viene totalmente a perdere per dare modo a tutti gli altri sensi di attivarsi nella comunicazione della diade(in età preverbale)
LE FASI DEL PORTARE (parte III)
Portare sulla schiena.
- Che valore ha per il bambino.
Il bambino portato sulla schiena è un bambino che si sente libero e autonomo, può guardare tutto il mondo intorno a lui in totale sicurezza poiché rumori fastidiosi, fonti luminose o odori sgradevoli sono schermati dal corpo di chi lo porta e il riposare può essere comunque semplice come quando stava cuore a cuore potendo riconoscere tutti quegli odori e suoni a lui tanto cari e familiari.
- Che valore ha per il portatore.
Per il portatore è un passaggio di fiducia in sé, nel proprio sentirsi genitore competente, si abbandona la vista per comunicare in altro modo, potendo sentire le esigenze del proprio bambino che si ha imparato a riconoscere e il suo modo di interagire che non è più un totale mistero, la voglia di conoscere e scoprire il mondo che lascia il passo alla nanna e senza vedere si può sentire il peso delle palpebre che si lasciano andare quando è prossimo all'addormentarsi poiché e si sente il suo corpicino diventare pesantissimo.
La schiena del portatore? Tira un sospiro di sollievo! Finalmente può riprendere un po' di tono, le spalle possono riaprirsi e prendere stabilità, il perineo beh direi che se potesse parlare ringrazierebbe!
Il portare sulla schiena è l'ultima fase di un percorso dove il bimbo scopre cos'è l'amore più sincero e viscerale…"amore non è guardarci l'un l'altro, ma è guardare insieme nella stessa direzione" .